Rompere l’isolamento. Ascolto attivo e neuroscienze in tempo di crisi

In un momento storico dominato dall’incertezza, è più che mai necessario rompere l’isolamento delle persone. Il fatto che l’ingresso nel mercato del lavoro sia sempre più difficile, specialmente per i giovani (la disoccupazione giovanile è salita al record storico del 41,2% – Ocse), non ha infatti l’unica conseguenza, già di per sé allarmante, di far aumentare la povertà materiale.

Il sostegno che i counselor della Fondazione Paoletti forniscono a chi è stato colpito dalle nuove povertà in Italia nell’ambito del progetto 1 Milione di Pasti, ci ha insegnato che la crisi economica è anche una crisi sociale perché incide negativamente sulle motivazioni, sulle aspirazioni e sulla fiducia nel futuro degli individui, indebolendo anche i legami interpersonali. Da una ricerca della Fondazione Paoletti è emerso che la maggior parte dei giovani italiani vivono la crisi come una fonte di insicurezza, sfiducia e disorientamento, piuttosto che come un’occasione per mettere in campo le loro risorse e condividere nuove idee con gli altri.

Ma esistono strumenti capaci di rompere quest’isolamento. Il counseling è uno dei più innovativi ed efficaci che abbiamo a disposizione per aiutare le persone ad aumentare la loro competenza emotiva, creando un primo sistema di difesa e di sostegno. Quella del counselor è una figura professionale capace di orientare nella gestione del proprio presente, delle proprie aspirazioni personali, delle relazioni sociali, nella programmazione del futuro.

 

Venerdì 13 dicembre, la Fondazione Paoletti partecipa al convegno nazionale Counseling e Career Counseling: valutazioni e certificazioni, promosso dall’Università degli Studi di Padova (La.R.I.O.S. – Laboratorio di Ricerca e Intervento per l’Orientamento alle Scelte) presso la Scuola di Psicologia (Aula 2D, Via Venezia 12), per riflettere, tramite il confronto con relatori da 19 Università italiane, sul ruolo del counseling in tempo di crisi.

Scarica il programma del convegno

L’efficacia del counseling scaturisce dalla sua natura multidisciplinare che, nella comprensione dei processi relazionali, mette al centro pedagogia e neuroscienza. Con l’ausilio della ricerca neuroscientifica, infatti, oggi è possibile indagare in profondità il comportamento umano ed i processi alla base del suo cambiamento per mettere in atto efficaci azioni educative e di consulenza. Sfruttando queste conoscenze, il counselor può intervenire con grande efficacia in un processo di determinazione delle risorse potenziali dell’individuo, riorientandolo verso una nuova strutturazione del suo mondo interiore, della sua Inner Design Technology,

Dal 2008, la Scuola di Counseling Relazionale della Fondazione Paoletti fa tesoro di questa interdisciplinarietà per formare professionisti qualificati nella relazione d’aiuto con competenze specifiche di ascolto attivo, estrazione dei valori, rispecchiamento, e tecniche mirate a favorire e supportare il corretto svolgimento dei processi cognitivi ed emozionali.

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