I 4 poteri del Counseling Relazionale, a cura di Antonella Selvaggio

Il counselor offre ad ogni persona una grande possibilità: iniziare un lavoro su se stessi, una preziosa occasione di crescita personale che parte dalla comprensione delle proprie istanze interiori.

Oggi, grazie alla ricerca neuroscientifica, è possibile indagare il comportamento umano e sostenere l’altro nel suo miglioramento, mettendo in atto efficaci azioni educative, favorendo l’emergere dellerisorse dell’individuo.

Per il counselor è importante stabilire una comunicazione efficace con la persona che incontra. Questo, infatti, è il suo principale strumento di lavoro: un colloquio individuale per entrare in sintonia con il mondo interiore dell’altro.

Come possiamo, dunque, migliorare il modo in cui comunichiamo? Il counseling relazionale in questo ci viene in aiuto, permettendoci di capire come migliorare le modalità con cui entriamo in relazione con gli altri. Antonella Selvaggio, direttore scientifico della Scuola di Counseling di Fondazione Paoletti, in questa breve video lezione, intitolata “I 4 poteri del counseling relazionale“, ci spiega come si realizza una efficace strategia comunicativa e relazionale.

“Nel counseling noi non lavoriamo su problemi complessi, non ci occupiamo di psico-patologia. Ci occupiamo di problemi che tutti incontrano nella loro quotidianità e che possono essere risolti con specifiche tecniche di colloquio.”

1- Rapport

Il rapport è la prima fase di ogni colloquio individuale che anticipa lo sviluppo di una linea comunicativa con la persona. Dobbiamo essere capaci di stabilire una relazione efficace, riuscendo ad entrare in sintonia con l’altro affinché si fidi di noi. E’ importante far sentire a proprio agio la persona per aiutarla a far emergere la sua storia.

2 – Ascolto attivo

Dopo aver stabilito una relazione (rapport), inizia la fase dell’ascolto attivo. Perché viene definito ascolto attivo? Perché, come afferma Antonella Selvaggio, l’ascolto deve essere iper-focalizzato sull’altro, sui suoi sentimenti e sulle emozioni che manifesta. ”Ascoltare attivamente significa dimenticare il proprio dialogo interiore e immergersi nella storia dell’altro“.

3 – Rispecchiamento

Che cosa accade dopo che siamo riusciti a stabilire il rapport e praticare l’ascolto attivo? Antonella Selvaggio, ci spiega che quello che deve accadere “è che l’altro si ritrovi nelle nostre parole“. Dobbiamo, quindi, essere capaci di rispecchiare il racconto altrui. Possiamo definire il rispecchiamento come una forma di supporto per riformulare gli stati d’animo contenuti nel messaggio della persona, con l’obiettivo di aiutarla a mettersi in contatto con gli aspetti emozionali del suo discorso evidenziando il significato soggettivo che attribuisce alle proprie esperienze.

4 – Insight

L’ultima fase – o potere - del counseling realazionale riguarda  la ristrutturazione degli elementi del problema attraverso l’insight. “Dobbiamo aspettarci che la persona abbia un insight, ovvero che riesca ad avere un bagliore, una luce nuova sulla sua condizione fino a trovare una strada per uscire dal labirinto in cui si è infialata”e di cui non ritrova la via . Possiamo definire l’insight come la nascita di una nuova comprensione, risultato che otteniamo attraverso l’evoluzione delle 3 fasi precedenti: rapport, ascolto attivo e rispecchiamento.

Guarda la video lezione di Antonella Selvaggio sui 4 poteri del counseling relazionale.

 

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